Sacre Quarantore

Nei giorni 24, 25 e 26 gennaio, la nostra Comunità si vedrà raccolta dinanzi al SS. Sacramento, per accogliere il dono delle Sacre Quarantore. Esse segnano un tempo di grazia che offre l’opportunità di sostare davanti al Signore Gesù, in intimo colloquio con Lui. Un dono provvidenziale, un’occasione da non perdere per nessun motivo.

Partecipiamo dunque attivamente a questo momento importante e decisivo per la vita spirituale della nostra Comunità, assicurando la nostra presenza soprattutto durante i momenti più “scomodi” della giornata, in quelle fasce orarie (soprattutto del primo pomeriggio) in cui il rilassamento prende i nostri sensi: gli Angeli hanno svegliato nella notte i pastori, destandoli dal loro torpore! Svegliamoci anche noi dal torpore che spesso ci assopisce nelle traversie della vita e andiamo con rinnovato slancio di fede e di amore dal Signore che ci attende.

Maria, Donna del silenzio e della contemplazione, è l’esempio da imitare per vivere nel modo migliore il dono di grazia che ci è concesso in questi giorni con l’esposizione solenne della SS. Eucaristia: presenza viva e vera, che parla con tenerezza divina a chi è disposto a sostare per ascoltare la Sua voce.

Il vostro Parroco

don Giuseppe

Orari delle celebrazioni

  • ore 8.30 :      Santa Messa

Esposizione del Santissimo Sacramento 

Adorazione individuale e comunitaria 

ore 17.30 :    Rosario eucaristico

ore 18.00 :    Solenne celebrazione eucaristica

 

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tempo ordinario

Il tempo ordinario è quel periodo dell’anno liturgico che va dal lunedì dopo la domenica del Battesimo del Signore (quest’anno 13 gennaio) all’inizio del tempo di Quaresima (che inizia con il mercoledì delle Ceneri) e riprende dopo la solennità della Pentecoste per arrivare alle soglie del tempo di Avvento.  La durata complessiva è di trentatré settimane, divise tra i due periodi.

Il Tempo Ordinario in gergo liturgico è detto “Tempo per annum”. È il tempo dedicato al “cammino” della Chiesa nella quotidianità della vita. Con la Chiesa e alla sua scuola, il cristiano si lascia condurre dalla parola di Dio per dare un significato profondo alle realtà ordinarie del lavoro, della famiglia, dell’impegno sociale. Sostenuto dallo Spirito Santo, conformerà la sua vita a quella di Cristo; con lui si consegnerà al Padre giorno per giorno fino all’approdo nel regno dei cieli dove Gesù ci ha preceduti e ci invita al banchetto delle sue nozze. Ma per realizzare tutto questo ci vuole perseveranza, santità di vita e il non aver mai perso di vista la meta definitiva. Lo Spirito sostiene, verifica e incoraggia. In questo quadro d’ordinaria amministrazione e sempre vigile attenzione per non smarrire la meta definitiva e vera, la Chiesa vive le tappe e le situazioni vissute da Gesù condotta per mano dai percorsi dei Vangeli sinottici, che in questo Anno C sarà Luca.

 

Domenica13 gennaio. Battesimo di Gesu’

LA TENEREZZA DEL PADRE DISSOLVE OGNI PAURA

Mentre […] Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio,              l’ amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Luca 3,15-16.21-22

Il racconto di Luca del Battesimo di Gesù parte da un pensiero del cuore del popolo in attesa: «Forse Giovanni Battista è il Messia?». Uno come il Battista quadra con gli schemi umani: una persona seria, esigente, che sa richiamare le coscienze distratte, uno che sa rimproverare. Ma lui risponde: «Io sono solo acqua, deve arrivare lo Spirito di Dio, il suo fuoco». Un altro paio di maniche. Cosa sarà mai? Sarà un dono più grande delle attese: il cuore degli uomini non arriva a pensare che Dio regali la cosa a cui tiene di più. Come scoprire che qualcuno ci ha donato quello che gli sta a cuore più di qualsiasi cosa. Capiamo chi siamo agli occhi di quella persona, scopriamo di contare tanto per costui – se mai una cosa simile ci è successa.

Dio non sta dicendo o chiedendo qualcosa, ma ha aperto lo scrigno e ha regalato la cosa più bella per Lui, il motivo della sua gioia. «Tu sei il Figlio mio, l’ amato: in te ho posto il mio compiacimento». E così scopriamo anche che esiste un “compiacimento” di Dio, e questo è uno sguardo oltre il velo dei segreti divini, dritti dritti nella vita intima di Dio: ha un ‹figlio che lo riempie di gioia.

È Padre – cosa tutt’ altro che immediata per la mente umana – e soprattutto è tanto felice di esserlo. Si potrebbe dire che questa è la festa della paternità di Dio.

In una intervista recente mi è stato chiesto cosa vorrei che fosse inciso nella scatola nera dell’ umanità, se tutti gli altri messaggi andassero persi, in una frase che esprimesse quel che veramente conta; ho risposto: «Dio è nostro Padre». Dubitare della sua paternità è la tragedia dell’ umanità, ritrovarlo in Cristo è la nostra via d’ uscita dall’ autodistruzione e il fondamento dell’ amore.

LA PREGHIERA DI GESÙ. Questa rivelazione, Luca precisa, accade mentre Gesù è in preghiera.

Eravamo partiti dai pensieri del cuore del popolo per poi avere uno squarcio di luce sul cuore di Dio Padre, e arriviamo al cuore della preghiera di Gesù, ascoltando quel che gli è detto in questa preghiera: il Padre parla direttamente a Lui dicendogli che è Figlio amato e fonte di gioia.

Ma lo sente pure il popolo, perché questo è destinato anche a noi, perché lo Spirito Santo che ora aleggia su di Lui, a noi sarà donato dopo la sua risurrezione.

Il nostro stesso Battesimo è illuminato da questa festa ed è il sigillo sacramentale che ci offre un’ identità intessuta dei pensieri e dei sentimenti di Cristo.

Sapere di essere figli per il Padre celeste, e percepire la Sua tenerezza è il contenuto esistenziale del Battesimo e il dono della preghiera. Questo è quel che c’ è veramente da sapere di noi stessi e del prossimo, e da questo sentimento ogni solitudine può terminare e ogni paura può essere dissolta.

Abbiamo tutti bisogno che il Padre celeste ci invii il suo Spirito, che aleggi anche su di noi come nelle acque della creazione, per farci ricominciare mille volte dal Suo affetto e avere il senso della preziosità della nostra vita, e l’ importanza dell’ esistenza di chi ci circonda.

 

Ordinazione Diaconale

Momenti emozionanti quelli vissuti mercoledì 3 gennaio (memoria liturgica del SS. Nome di Gesù), dalle comunità religiose che si sono ritrovate nella Parrocchia di S. Maria degli Angeli per assistere all’Ordinazione Diaconale di Gabriele Chieppa, studente di  “Teologia dell’arte” presso l’Istituto Teologico di Parigi. C’erano tantissime persone in chiesa: amici e familiari, sacerdoti, seminaristi, diaconi, una rappresentanza degli scout della parrocchia, ma c’era soprattutto la gente comune che spontaneamente ha voluto partecipare ad uno straordinario momento della vita… spirituale del quarantatreenne  neretino. “Eccomi” ha detto Gabriele prima di prostrarsi ai piedi dell’altare e ricevere, per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione di S.E. Mons. Fernando Filograna, il sacro sigillo della sua futura vita religiosa. Dopo la cerimonia di vestizione, l’emozione era facilmente riscontrabile negli occhi lucidi di tanti presenti che si e’ palesata con un applauso liberatorio tanto intenso quanto profonda e solenne e’ stata l’intera celebrazione liturgica. “Mi affido a Maria Santissima – ha detto Gabriele – per amare e servire sempre più e sempre meglio il Signore Gesù nei fratelli , nello stupore, nella lode e nella generosità”.

“Come Pastore della Diocesi – ha detto il Vescovo nella sua omelia  – invito il Popolo di Dio a pregare per il nostro figlio e fratello Gabriele, per la sua famiglia, per il ministero che si appresta a compiere nella Chiesa. E’ un dono di grazia del Signore, un evento che risponde alla fede di una comunità che vede nel servizio una sua dimensione vissuta nello spirito di Cristo come Giovanni che, nel Vangelo di oggi, riconosce l’umiltà di Gesù per mezzo dello Spirito Santo. Un ringraziamento per gli intervenuti con i quali abbiamo vissuto un bel momento di Chiesa insieme”. A Gabriele un sincero “buon viaggio” da parte della Comunita’ Parrocchiale di S.Maria degli Angeli per il nuovo ed impegnativo cammino che ha scelto di intraprendere lungo la strada della sua vita.

 

Buon 2019

Un altro anno è quasi trascorso: si fanno ormai i bilanci di quest’anno che sta volgendo al termine.

Ognuno rivede il proprio percorso di vita, i giorni trascorsi chiedendosi cosa ha fatto e cosa invece avrebbe potuto realizzare per sé e per gli altri, ma così non è stato. Il tempo è trascorso così velocemente nelle gioie e dolori di ognuno che ci sembra volato, ripensando ad un anno fa quando ci siamo scambiati gli auguri di “Buon Anno”.

Manca poco allo scoccare della mezzanotte che annuncia a tutti noi il 2019.

L’Augurio è che questo Nuovo Anno porti ad ognuno di noi la consapevolezza dell’importanza degli affetti, del vivere in modo straordinario l’ordinario mettendo da parte ogni nostro egoismo e permettendo invece al cuore di parlare ed esprimere tutti i sentimenti più belli che rendono concreto il messaggio che Gesù, per primo, ci ha dato: “ Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”.

Che il Signore diventi luce in quelle tenebre che spesso avvolgono il nostro cuore e le nostre famiglie.

Verso il Natale

 

Il mese di Dicembre è, per tradizione, il “mese degli auguri”: il Natale di Gesù e il nuovo anno ci riavvicinano inevitabilmente ai nostri cari, alla nostra Parrocchia e alle celebrazioni religiose che vi si svolgono in questo Santo Mese. Non possiamo, allora, come responsabili del Sito internet, esimerci dall’augurare a tutti i “naviganti” del web, i nostri migliori auguri. Che il nuovo anno, possa portare pace e serenità, oltre ad un più costruttivo e consapevole senso della vita che ci è stata donata e ad un rinnovato interesse verso Dio Padre, i suoi figli e i nostri fratelli meno fortunati.

 

Avvento 2018. In cammino verso Betlemme

Inizia domenica 2 dicembre l’Avvento, il tempo forte dell’Anno liturgico che prepara al Natale e che ha come icona la Vergine Maria. Papa Francesco ha sottolineato il fatto che “Maria è la via” che Dio stesso si è preparato per venire al mondo ed è colei che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio di Dio, grazie al suo “sì” umile e coraggioso.  In questo tempo forte la figura della Vergine viene presentata come l’icona dell’attesa fiduciosa e vigilante, della disponibilità attenta e concreta al mistero di Dio.  Da parte nostra intraprendiamo con entusiasmo questo cammino di Avvento, questo viaggio verso Betlemme. Con questo spirito riusciremo a ritrovare la giusta direzione quando ci siamo smarriti, ad accontentarci dei beni che possediamo e ad assaporare, anche nella fatica, la gioia dell’incontro con Gesù. Cerchiamo di fare nostro, allora, lo stile di Gesù, l’entusiasta per eccellenza, che diceva “non posso fare nulla da me stesso”, consapevole che la forza del suo agire proveniva dal Padre.